Enti Bilaterali
Promemoria

CALCOLO STRUTTURALE:

Il calcolo strutturale non è più esclusiva dei Laureati.
DLGS 13/12/2010

TESTO UNICO SICUREZZA - d.lgs. n.81/2008 e modifiche di cui all'art. 11 del d.lgs. n.106/2009

Guida operativa sicurezza impianti elettrici disponibile sul sito di ITACA (Istituto per l'innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale)

Genio Civile

In caso di rifiuto del deposito dei calcoli, presentati direttamente al protocollo, da parte degli uffici del Genio Civile gli stessi vanno inoltrati a mezzo raccomandata a/r esplicitando, sulla lettera di accompagnamento, chi è il responsabile del procedimento ai sensi della Legge 241/90.

Aggiornamenti Legislativi

Comune di Scafati :- PIANO DI PROTEZIONE CIVILE

RELAZIONI :

PIANO SCAFATI REVISIONATO FASC1+C

PIANO SCAFATI REVISIONATO FASC2+C

PIANO SCAFATI REVISIONATO FASC3+C

TAVOLE  :

T01_A0_CARTOGRAFIA_GENERALE 

T02_A1_Precipitazione_Cumulata_Annua

T03_A1_Carta_Geologica

T04_A1_Complessi_Idrogeologici

T05_A1_Uso_Del_Suolo 

T06_A0_SITI_PRESIDI_PROTEZIONE_CIVILE 

T08_A0_VULNERABILITA’_IDRAULICA

Per chi fosse interessato a ricevere tutte le tavole, che per problema di spazio non è possibile pubblicare, è pregato di farne richiesta alla seguente e-mail :- anteccampania@gmail.com  

INCENTIVI BONIFICA AMIANTO:- al via le domande per ottenere il credito di imposta del 50%. Il click day è fissato mercoledì 16

Da mercoledì 16 novembre sarà possibile presentare domanda per ottenere il credito di imposta del 50% per la bonifica dall’amianto.

In particolare, alle imprese che nel 2016 effettuano interventi di tali interventi sulle coperture e manufatti di beni e strutture produttive è riconosciuto un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute; tale misura è introdotta dal Collegato Ambiente (legge 221/2015).

Le domande possono essere presentate fino al 31 marzo 2017 utilizzando la piattaforma web del Ministero dell’Ambiente.

Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 17 milioni di euro per gli anni 2017, 2018 e 2019. I fondi saranno disponibili fino a esaurimento dei 17 milioni di euro e le domande saranno esaminate in ordine di presentazione.

Bonus amianto, il decreto 15 giugno 2016

Ecco quanto indicato nel decreto:

  • tipologie di interventi ammissibili al credito d’imposta
  • modalità e termini per la concessione del credito d’imposta
  • disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del limite massimo di spesa
  • determinazione dei casi di revoca e di decadenza del beneficio
  • procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta

Bonus amianto, ambito di applicazione

Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato.

Gli interventi di bonifica dall’amianto, su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, devono essere effettuati nell’arco del 2016.

Sono ammissibili al credito d’imposta gli interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive, nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sono ammesse anche le spese di

  • consulenze professionali
  • perizie tecniche

nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute e comunque non oltre l’ammontare di 10.000 euro per ciascun progetto.

Bonus amianto, interventi ammissibili

Sono ammesse al beneficio le spese per la rimozione e lo smaltimento di:

  1. lastre di amianto piane o ondulate, coperture in eternit
  2. tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale in amianto;
  3. sistemi di coibentazione industriale in amianto.

Bonus amianto, agevolazioni

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 50 % delle spese sostenute.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta; la spesa complessiva sostenuta in relazione a ciascun progetto di bonifica, unitariamente considerato, deve essere almeno pari a 20.000 euro.

L’ammontare totale dei costi eleggibili è limitato a di 400.000 euro per ciascuna impresa.

Bonus amianto, modalità e contenuti della domanda

Le imprese interessate potranno presentare domanda per il riconoscimento del credito a partire dal 16 novembre 2016 fino al 31 marzo 2017.

Dal 27 ottobre la registrazione, mediante la piattaforma web messa a disposizione dal Ministero dell’Ambiente.

Entro 90 giorni dall’invio delle domande, il Ministero comunicherà il riconoscimento o il diniego della domanda.

Bonus amianto, come compilare la domanda

Ecco gli elementi da indicare nella domanda:

  • il costo complessivo degli interventi
  • l’ammontare delle singole spese
  • l’ammontare del credito d’imposta richiesto
  • la mancata fruizione di altre agevolazioni per le medesime voci di spesa

Vanno allegati:

  • il piano di lavoro amianto
  • la comunicazione di ultimazione dei lavori inviata alla Asl competente
  • l’attestazione delle spese sostenute

Bonus amianto, Come usufruire del credito di imposta

In caso di riconoscimento, il credito di imposta:

  • verrà ripartito e utilizzato in 3 quote annuali di pari importo
  • dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi
  • non concorrerà alla formazione del reddito imponibile

 

REGIONE CAMPANIA :- PROROGATO IL PIANO CASA AL 31 DICEMBRE 2017

 

Proroga riportata sulla Legge Regionale n° 1 del 18 gennaio 2016  ART.  9 comma 2.

Legge Regione Campania n° 1 del 18 gennaio 2016  

PREVENZIONE INCENDI : – dal 18 novembre u.s. è in vigore il nuovo Regolamento

 18 NOVEMBRE 2015 – Entra ufficialmente in vigore oggi il nuovo Regolamento di Prevenzione Incendi di cui al

Decreto del Ministro dell’Interno 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, a

i sensi dell’art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139″ (G.U. 20/08/2015, n. 192 – Suppl. Ordinario n. 51).

Codice di prevenzione incendi-DM 3-8-2015  

CONSIGLIO DI STATO: Abusi edilizi, l’inerzia della P.A. portano all’affidamento nel privato

Il Consiglio di Stato con Sentenza N. 02512 del 18/05/2015  HA ANNULLATO UN’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE COMUNALE  in base all’eccessivo lasso di tempo trascorso tra la commissione dell’abuso e l’esercizio repressivo dell’ente pubblico preposto alla vigilanza, sufficiente ad evidenziare il non interesse pubblico e l’affidamento nel privato.

Nella fattispecie l’abuso, commesso nel 1958, consisteva nella variazione essenziale di di traslazione di 45 metri nel sedime progettuale e di un’incremento volumetrico di 6,55 mq, per il quale un Comune ha emesso l’ordine di demolizione il giorno 11 agosto 2010, tra l’altro avallato a favore del privato anche dal T.A.R. Emilia Romagna Sez. II al procedimento n. 0059/2012; tale aspetto viene rimarcato sottolineando che la tipologia di abuso è stata introdotta per la prima volta con l’art. 8 della L. 47/85, ovvero in epoca assai successiva alla realizzazione dell’abuso.

Il C.d.S. ha accolto la tesi del proprietario applicando il principio di “affidamento nel privato“, già applicato anche con sua precedente sentenza n. 3847 del 15/07/2013 Sez. V con la seguente motivazione:

“l’ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell’opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea di principio sufficientemente motivata con l’affermazione dell´accertata abusività dell’opera; ma deve intendersi fatta salva l’ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell´abuso ed il protrarsi dell´inerzia dell’Amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato; ipotesi questa in relazione alla quale si ravvisa un onere di congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all’entità ed alla tipologia dell’abuso, il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato”

In sostanza il C.d.S. rileva una discrepanza e un’eccessivo squilibrio tra l’oggetto dell’abuso, l’inerzia dell’amministrazione e pubblico interesse, ritenendo illegittimo il provvedimento in quanto non motivato nè sulle ragioni di inquadramento in variante essenziale nè sull’esigenza di demolizione nonostante il lasso di tempo intercorso, generando il conseguente affidamento nel privato.

Principio di affidamento nel privato

Nel diritto amministrativo tale principio si concretizza nelle ipotesi in cui una situazione giuridica favorevole al soggetto porta a generare un certo grado di stabilità nella sfera giuridica del destinatario (Tar Lazio, n.76/2007). Il principio intende tutelare la situazione giuridica consolidata in conseguenza ad un determinato comportamento della Amministrazione pubblica, che ha generato nel soggetto un ragionevole affidamento in un determinato risultato.

Tale principio consiste in una “regola non scritta” del Diritto italiano, tuttavia la giurisprudenza amministrativa italiana riconosce e applica tale principio, peraltro espressamente riconosciuto dalla Corte di Giustizia Europea come facente parte del diritto comunitario. Per essere precisi, nel nostro ordinamento pur non essendo espressamente citato, il suo argomento sembra trasparire implicitamente dall’art. 21 nonies della L. 241/1990 che afferma: « Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’articolo 21-octies può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall’organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge »

Chissà che adesso tale principio si faccia strada proprio sui ricorsi in campo edilizio.

a cura di Carlo Pagliai

 

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